Buon pomeriggio d’autunno, gentili lettori. Oggi parleremo del libro più chiacchierato del… mese? Forse persino dell’anno, in realtà. Parliamo del mastodontico Impero del Vampiro di Jay Kristoff!

Sanguinoso, cruento, violento, feroce, scurrile… ed epico. L’ultima uscita di Kristoff mette in scena un climax scandito da ritmi che vi farà palpitare il cuore di libro in libro, capitolo dopo capitolo. Ma parlavamo di climax, no?

L’Impero del Vampiro è suddiviso in sei libri e la narrazione presente in queste pagine è piuttosto insolita per coloro i quali non conoscono Intervista col Vampiro, ma è un dolce ricordo per chi, invece, lo conosce bene. Questa cosa potrebbe far storcere il naso durante le prime righe, ma devo dirvi la verità: nonostante fossi una scettica, dopo pochi capitoli ho iniziato ad apprezzare questa cosa, rimanendo piacevolmente stupita dal modo in cui Kristoff non abbia affatto reso pesante questa scelta stilistica. Portare avanti un racconto sotto forma, a sua volta, di racconto narrato dal protagonista? Non è impresa facile rendere la cosa scorrevole e armoniosa. Kristoff, però, ci riesce. Più volte mi sono soffermata a riflettere su questo aspetto e più volte mi sono innamorata di lui e della sua penna che, inevitabilmente, mi ha ricordato i meravigliosi momenti dedicati alla lettura di Nevernight. Perché pur essendo un libro e una tematica diversa, Kristoff ci ricorda comunque di Mia, di quello che c’è stato. Il suo stile, il modo in cui intreccia parole diverse per creare un mondo, un impero!, tutto suo. Lo amo, lo amo profondamente.

*Pausa momento sclero* Kristoff e Kuang, sposatemi, adottatemi, scrivetemi la vita, sono vostra. *Fine pausa momento sclero*

Ma dicevamo… il climax. Il libro inizia lentamente, cercando di spiegare al meglio il worldbuilding e le forze alla base della storia narrata, e lo faremo in due tempi differenti: il tempo in cui impareremo a conoscere un giovane Gabe, inizialmente alla deriva, poi alla scoperta di sé e di ciò che è realmente, e il tempo in cui il caro e piccolo Gabe è un uomo disilluso, senza fede, senza credo. Queste due realtà vengono intervallate dai diversi libri che ci porteranno a fare viaggi nel tempo in questa misteriosa e cupa terra senza sole che impareremo a conoscere di più capitolo dopo capitolo. Il viaggio potrebbe destabilizzarvi un po’, ma è solo questione di tempo: dopo le prime due esperienze vestirete i panni di ottimi viaggiatori. Ad un certo punto dovrete però stare attenti, cari viaggiatori, perché il ritmo inizialmente lento che avrete imparato a conoscere muterà velocemente. Avrete a che fare con scontri e litigi, incontri passionali e mortali. Scoprirete personaggi da amare e altri da odiare, coppie da shippare sin dall’inizio e altre che non sospettereste mai. Una cosa, però, ve l’assicuro: vi innamorerete di ognuno di loro, buono o cattivo che sia. Crudele o meno. Santo o peccatore. Ma ci sono davvero dei santi in questa terra buia? E chi è davvero definibile come peccatore? Perché, in fondo… “Cos’è davvero il peccato”?

Vi verranno poste domande: non solo sulla storia e sui personaggi, ma sull’essenza dell’essere umano, sulla realtà della società che viviamo e sulla fede che ognuno di noi ha in qualcosa o in qualcuno. E questo perché, secondo il mio modesto parere, Kristoff attraverso queste pagine critica la società in cui viviamo, il modo in cui è condotta, i motivi che mobilitano l’essere umano e ciò che spinge a definirci in determinati modi. In questo libro ho visto molto, molto più di una semplice storia inventata. Forse sarò una visionaria, forse ho fantasticato troppo, ma leggetelo e mi direte.

Altra questione importante e molto dibattuta riguardo a questo libro è il fatto che faccia riferimento a libri di altri scrittori. Beh, è vero, io stessa vi nominavo Intervista col vampiro, ricordate? Ma penso sia una cosa normalissima. La letteratura che ruota attorno al mondo vampiresco abbonda di libri, storie, peculiarità tipiche di questi esseri senza vita. Scrivere un libro sui vampiri OGGI e non fare riferimento nemmeno un minimo ad alcune di queste storie sarebbe praticamente impossibile, pensateci. “I miei vampiri sono luccicanti o no? Hanno gli occhi rossi o gialli?”. Il rischio di apparire scontati è dietro l’angolo. Per quanto mi riguarda, Kristoff ha sapientemente citato scrittori e opere che apprezza e da cui ha preso ispirazione ma che, badate bene, non ha copiato. Nelle pagine che ho letto ho ritrovato molti dei libri che ho letto e dei film che ho visto, ma non ho trovato questa cosa sgradevole. Piuttosto, ho visto uno scrittore citare scrittori che ammira e che desiderava esaltare in un modo raffinato. Chi ha letto Il sognatore della Taylor, per esempio, troverà una piccola citazione alla sua duologia che vi farà sorridere, perché ritroverete piccoli pezzi della cultura che avete e che diversi lettori hanno in comune, riuniti in un unico libro. E nonostante ciò, la storia è originale, avvincente, succosa. Vi terrà con gli occhi attaccati alle pagine per ore e ore e non vorrete smettere.

Arrivata alla fine dell’ultimo libro ho pianto come una bambina frignona e non me ne vergogno. Il modo in cui Kristoff descrive le emozioni di Gabe è profondamente… umano. Ho percepito il dolore e le emozioni del protagonista come se mi appartenessero, come se fossero realmente vive. Leggo molti libri e non di tutti posso dire la stessa cosa, per cui… chapeau.

Questo libro non è per tutti, non è necessariamente adatto a voi. Deve piacervi la tematica, lo stile crudo e violento, il sangue e la morte, il buio e la critica. Se non siete amanti del genere, passate oltre, ma se siete curiosi e le tenebre vi chiamano: accomodatevi. Mettetevi comodi, prendete il libro e godetevi il viaggio. Ci vediamo dall’altra parte – ovvero quando finirete il libro e frignerete come poppanti perché NON AVETE TRA LE MANI IL FOTTUTISSIMO SECONDO LIBRO.

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