E se la Bella non dovesse innamorarsi della Bestia?  

Un fato così ingiusto e solitario

I retelling vanno molto di moda ultimamente, e Un fato così ingiusto e solitario non fa che cavalcare l’onda di questo entusiasmo.

Riportando alla vita la favola della Bella e la Bestia, con una chiave di lettura piuttosto moderna, la Kemmerer crea una storia intrecciata a stereotipi infranti e piccoli cliché, ma che vi sapranno intrattenere comunque per la curiosità che sapranno suscitare.

Harper è una ragazza di Washington con una disabilità importante, ma con cui ha imparato a convivere. Rhen è il classico Principe abituato ad avere tutto nella vita, colpito da una maledizione che lo obbliga a rivivere sempre la stessa stagione. Per spezzarla dovrà trovare il vero amore e far sì che la sua Bella si innamori di lui, e proprio per questo motivo Harper verrà rapita da Grey – guardia personale di Rhen – e catapultata nel reame di Emberfall. Troverà rose rosse al suo arrivo? Si innamorerà istantaneamente di Rhen per vivere felici e contenti? No. Affatto.

Questa parte della storia si svolge molto, molto velocemente. In meno di 10 capitoli (5? Forse 6 al massimo?) Harper si ritroverà ad avere a che fare con un Principe con cui non vuole avere nulla a che fare, disperata e con l’unico desiderio di ritornare dalla sua famiglia (che, inoltre, non se la passa per niente bene: mamma in fin di vita e fratello in uno strano giogo malavitoso non sono affatto un buon binomio).

Il rapporto tra i due non sarà quindi idilliaco, ma diciamocelo, Rhen non è il massimo dei personaggi e non potremo biasimare tantissimo Harper per volergli cavare un occhio. Harper, dal canto suo, è invece un personaggio che non spicca particolarmente ma che ha una sua personalità: sa ciò che vuole e cerca di farsi valere, ha un senso della giustizia che la porta ad agire nei confronti dei più deboli e non ha timore del giudizio altrui. Non sarà forse il personaggio più figo mai letto, ma è comunque un personaggio con cui si riesce ad empatizzare in alcuni casi.

Un fato così ingiusto e solitario

Il personaggio che ai miei occhi risulta essere il più interessante è però Grey: silenzioso, affascinante, una lama nel buio. Vi ricorda forse qualcuno? Azriel, bravissim*, E’ PROPRIO LUI. Penso che dunque non ci sia bisogno di spiegare ulteriormente perché ha stuzzicato il mio interesse, oltre al fatto che sembra essere un personaggio più serio di tutti gli altri presentati nella storia.

Un fato così ingiusto e solitario

Se devo essere sincera, Un fato così ingiusto e solitario non è il massimo e mi aspettavo di più. Penalizzato forse dalle alte aspettative che il #bookstagram ha creato, devo dire che si è fatto leggere con un po’ di fatica all’inizio, e la cosa è molto strana. Rapidissimo nell’esporre idee ed eventi (soprattutto nei primi capitoli, e questo mi ha portata a pensare “Di già?!”) eppure piuttosto lento dove non si necessita un ritmo del genere. Questa cosa ad oggi mi lascia ancora un po’ stranita e penso che ci sia uno strano bilanciamento di ritmi, ma de gustibus. Proprio per questo motivo credo di aver trovato la prima metà del libro piuttosto scontata, poco sorprendente, ma sono comunque andata avanti.

La seconda metà del libro ha effettivamente un po’ di ciccia in più. I personaggi iniziano a rivelarsi maggiormente, a legare tra loro nonostante le divergenze e a trovare un obiettivo comune. Non ci si sofferma più troppo sui sentimenti e sui pensieri, come avviene moltissimo nella prima parte, ma ci viene concessa una dose di azione in più. In più, ci viene mostrata maggiormente Emberfall e il suo popolo, una delle cose più carine di questa seconda metà.

In ogni caso, devo dire che tra Rhen e Harper non sembra mai sbocciare quel genere di rapporto di cui adoro leggere nelle dinamiche #enemiestolovers. È tutto piuttosto spento e non ci viene mai data una reale situazione di farfalle nello stomaco per questi due personaggi. Questo, pertanto, vi farà capire che l’instant love in questo libro è stato totalmente catapultato dalla finestra, ed è qualcosa che tengo a sottolineare perché è un ingrediente che ci si potrebbe aspettare di trovare in questo genere di retelling.

Un fato così ingiusto e solitario

Nonostante i tanti difetti che personalmente ho trovato in questa storia, credo che sia uno di quei libri capaci di alleggerire la mente. Leggero e dalle poche pretese, è quel genere di storia che alla sera non appesantisce affatto e vi regala qualche ora di spensieratezza. Perché diciamocelo, di libri capaci di generare leggerezza ne abbiamo davvero bisogno. La ricetta per sapere apprezzare Un fato così ingiusto e solitario però è sempre quella di non aspettarsi una storia epica, altrimenti si potrebbe rimanere delusi dalle nostre stesse aspettative. Nonostante tutto, questo primo libro ci lascia con una rivelazione piuttosto interessante che pungola quell’io curioso dentro ognuno di noi, lasciandovi con qualche domanda per il secondo libro: cosa succederà ai nostri personaggi? Finiranno per vivere la favola che ci si aspetta? Quali altri drammi potrà creare la Kemmerer? Beh, lo scopriremo solo in “Un cuore così impavido e spezzato”!